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7 Novembre

7 novembre 2018  10:57 ANSACOM

Agli ‘Stati generali della sanità’ 3000 manager e operatori

Convention Fiaso sull’innovazione tecnologica e organizzativa

Tremila manager della sanità, 120 Asl, 50 aziende ospedaliere, 19 Irccs si confronteranno dal 7 al 9 novembre a Roma in occasione della prima Convention del management della sanità italiana, che saranno veri e propri ‘Stati generali della sanità’. Organizzata dalla Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere (Fiaso) l’evento sarà un momento di confronto e bilancio, a 40 anni dalla costituzione del nostro Sistema Sanitario Nazionale e a 20 anni dall’inizio dell’operatività delle Aziende sanitarie.

La tre giorni ospiterà incontri, dibattiti e workshop per parlare di lavoro, welfare, governance, ricerca, big data e sanità digitale. Lungi dal voler essere solo una occasione celebrativa la convention del ventennale di Fiaso mira a disegnare il volto del futuro della sanità pubblica, all’insegna di temi come l’innovazione tecnologica e organizzativa, da applicare ad esempio a ambiti come la valutazione delle gare, la gestione del capitale umano, la promozione della salute, l’uso dei big data e l’intelligenza artificiale. Una sessione in particolare sarà, infatti, dedicata alla Open Innovation, per riflettere su come favorire collaborazioni e partnership con start up, imprese, enti di ricerca e fornitori in grado di aprire a nuovi approcci e strategie.

Promozione e condivisione sono invece le parole d’ordine del Marketplace della Convention, uno spazio dedicato alle proposte di 64 Asl che si racconteranno e offriranno il proprio know-how per raccontare ‘Storie di ordinaria straordinarietà’: obiettivo, diffondere esperienze che hanno dimostrato di funzionare sul campo.

Patrocinata dal Senato, dal Ministero della Salute e dalla Conferenza delle Regioni e Province autonome, la convention avrà tra i relatori d’eccezione il teorico del management Elio Borgonovi, il presidente emerito della Corte Costituzionale Valerio Onida e il sociologo Domenico De Masi. Il programma è consultabile online sul sito www.convention.fiaso.it.

 

 

7 novembre 2018  15:14 ANSACOM

La Fiaso compie 20 anni

Protagonista della trasformazione della sanità in Italia

ROMA – La Fiaso (Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere) compie 20 anni. Un periodo di storia delle Aziende sanitarie italiane, che è stato teatro di grandi trasformazioni.

Un percorso partito nel 1992, quando la sanità era in crisi per i costi fuori controllo e i Comitati di gestione non riuscivano a garantire efficienza ed efficacia al sistema. Viene così emanato il decreto legge 502, che dà il via all’aziendalizzazione della sanità. La storia della Fiaso parte però nel 1998, in un momento in cui la Sanità ha bisogno di organizzazione. Inizia a lavorare per lo sviluppo del Ssn, diventando rapidamente una piattaforma nazionale che punta a far crescere le competenze manageriali nelle Aziende, 63 delle quali aderiscono sin dal primo anno. Nel 2002, con la regionalizzazione della sanità, il rapporto fra poteri centrali regionali e Aziende sanitarie diventa più stretto. La Fiaso adotta una logica di rete e nascono laboratori, gruppi di lavoro, osservatori, progetti speciali. Nel 2008, con la crisi economica, cresce l’esigenza di tenere sotto controllo la spesa garantendo la qualità dell’assistenza. La Fiaso reagisce moltiplicando analisi e proposte sull’integrazione socio-sanitaria e continuità delle cure e si concentra sulla qualificazione dei manager. Nel 2012, con lo spread al massimo livello, le Aziende sanitarie sono molto condizionate dalla spending review. La Fiaso pubblica il primo libro bianco della buona sanità, portando a conoscenza dell’opinione pubblica una raccolta di buone pratiche per contrastare la percezione della mala-sanità. Dalla fine del 2016 promuove la costituzione del Forum del Management della Sanità italiana insieme a 14 associazioni professionali e società scientifiche. Le Aziende associate salgono a 119, il 49% del totale. Si arriva al 2018: tutte le Regioni sono rientrate dal debito. Il numero delle Asl scende (da 228 nel 1995 a 120 nel 2018), e aumentano bacini di utenza e strutture da gestire. La popolazione media per Asl sale da 290mila nel ’95 a 504mila nel 2017. Alla Fiaso ora aderiscono 137 Aziende, oltre il 70% dell’Ssn. Fra il 1990 e il 2017 la media annuale del tasso di crescita della spesa pro capite per la sanità in Italia è stata la più bassa tra tutti i paesi Ocse, e allo stesso tempo siamo tra i primi paesi al mondo per aspettativa di vita.

 

 

7 novembre 2018  15:19 ANSACOM

Fiaso, la sanità è aziendale da 25 anni, abbiamo salvato Ssn

Ripa di Meana, ma ora gli sforzi non siano vanificati

Si celebra quest’anno un quarto di secolo dalla nascita delle Aziende Sanitarie, introdotte in Italia nel 1992. Venticinque anni sono passati da allora e 20 ne sono passati dalla nascita della Federazione che le unisce, la Fiaso: una doppia ricorrenza celebrata con la prima grande Convention del management della sanità, ospitata dal 7 al 9 novembre al Palazzo dei Congressi a Roma. “Oggi – spiega il presidente Fiaso, Francesco Ripa di Meana – con i bilanci in pareggio e la qualità delle cure migliorata possiamo dire di aver salvato il Servizio sanitario italiano. Ma se non ci dotiamo di un progetto per il nostro futuro e non allochiamo nuove risorse, tutto lo sforzo di questi anni potrebbe andare sprecato”.

Occasione per “fare il tagliando al nostro Ssn e raccogliere spunti utili alla sua messa in sicurezza”, la Convention, con i suoi 3.000 partecipanti, 170 aziende sanitarie e ospedaliere, 14 associazioni di middle management e 50 imprese partner, sarà anche occasione per ripercorrere il ruolo di Fiaso nel processo di aziendalizzazione della sanità. Quarant’anni fa veniva istituito il Servizio Sanitario Nazionale e venticinque anni fa le vecchie Usl, “che avevano messo a repentaglio il Servizio Sanitario Nazionale” venivano sostituite dalle Aziende Sanitarie, che hanno avuto un ruolo determinante a garanzia del diritto alla salute. “L’aziendalizzazione – ha spiegato Ripa di Meana nella sua relazione introduttiva – ha contribuito in modo determinante alla solidità economica del sistema, che costa il 20% in meno di quelli europei, salvaguardando la qualità e l’universalismo”. Obiettivi realizzati grazie anche alla diffusione di una mentalità manageriale e al “fare meglio con meno”: ovvero, migliore governance del farmaco, meno ricoveri inappropriati e diffusione delle reti hub&spoke. “A distanza di tanti anni – conclude il presidente Fiaso – possiamo dire che spendiamo meno di altri Paesi, siamo sempre ai primi posti per universalità e qualità delle cure e abbiamo il minor numero di letti per abitante perché abbiamo puntato su mininvasività degli interventi e continuità assistenziale”.

 

 

7 novembre 2018   19:48 ANSACOM

Sanità: Pinelli (Fiaso), 4 sfide da personale a innovazione

ROMA  – Capitale umano, accesso alle cure, tecnologie e governance. Queste le quattro sfide della sanità del futuro illustrate da Nicola Pinelli, direttore della Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere (Fiaso), in occasione dell’apertura della convention del management della sanità che ha aperto oggi i battenti a Roma.

“Abbiamo voluto organizzare questa grande convention in occasione della celebrazione del nostro ventennale ma in realtà abbiamo colto l’occasione per affrontare le sfide del futuro della sanità”. La prima, sottolinea Pinelli, “è il cambiamento del mondo del lavoro e la valorizzazione del capitale umano del servizio sanitario nazionale”. La seconda quella della qualità all’accesso alle cure da parte dei cittadini “e quali strumenti mettere in campo per la lotta alle nuove e vecchie disuguaglianze”. La terza è quelle delle tecnologie: “il settore sanitario è quello a maggior tasso di innovazione tecnologica ma la questione è come rendere questa innovazione sostenibile”. La quarta sfida, infine, conclude il direttore Fiaso, quella della governance interna alle aziende e “la valorizzazione di tutto il management ai diversi livelli della sanità”.

 

 

7 novembre 2018    16:16

Sanità: Mattarella, Ssn motore di sviluppo e fattore coesione

Aziende sanitarie concorrono ad attuare diritto alla salute

ROMA – “Ricorrono quest’anno i 40 anni dall’istituzione del Servizio Sanitario Nazionale, data fondamentale nel riconoscimento pieno dei diritti dei cittadini, importante motore di sviluppo del Paese, fattore determinante di coesione sociale”. È quanto scrive il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in un messaggio di saluto inviato in occasione della prima convention del management della sanità italiana, organizzata dalla Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere (Fiaso).

Il processo di progressiva aziendalizzazione della sanità, sottolinea il Capo dello Stato, “introducendo criteri di gestione manageriale, sollecita una assunzione di responsabilità professionale ed etica di particolare valore da parte dei dirigenti”. In quest’ottica, precisa, “l’attività delle aziende sanitarie e ospedaliere è diretta, in osservanza della carta costituzionale, alla attuazione del diritto alla salute, nel rispetto della dignità della persona”.

La convention, che ha aperto oggi i battenti al Palazzo dei Congressi a Roma celebra in particolare i 20 anni dalla fondazione della Fiaso. Venti anni di attività nei confronti dei quali il Presidente esprime “apprezzamento per il costante impegno profuso nella ricerca di strategie di pianificazione e di gestione, volte a rendere sempre più efficace la sanità pubblica italiana”.

 

 

7 novembre 2018  17:31 ANSACOM

Zingaretti, al Paese serve crescita e superare disuguaglianze

C’è un’Italia in trincea che lotta per consolidare i diritti 

ROMA – Il nostro Paese oggi ha “l’esigenza di tornare a crescere” ma ha anche necessità di “superare le tante disuguaglianze”, incluse quelle della tutela del diritto alla Salute. Così il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, intervenendo alla prima convention del management della sanità italiana organizzata dalla Federazione delle Aziende Sanitarie e Ospedaliere Italiane (Fiaso).

Crescita, ha sottolineato, “significa sicurezza” ma anche “qualità della vita e quantità della vita”. E, da questo punto di vista, non bisogna dimenticare che “il diritto universale alla salute rimane tale anche in una popolazione, come la nostra, che invecchia”. Ma il nostro Paese ha bisogno anche di maggior uguaglianza, “perché una delle eredità di questo tempo è la percezione, da parte delle persone, di forti disuguaglianze sociali, una tendenza aumentata negli ultimi 10 o 15 anni”.

“Credo – ha precisato Zingaretti – in un’Italia che può guardare con più serenità e fiducia al futuro ma non esistono scorciatoie. Solo rimboccandosi le maniche si riesce, senza distruggere, a costruire qualcosa di nuovo”. Tante le realtà che già nel nostro Paese lavorano in questa direzione. “C’è un’Italia in trincea che lavora per rendere i diritti costituzionali concreti per i cittadini di questo Paese. E la Fiaso – ha concluso – svolge questo ruolo, in una posizione di guida e indirizzo delle aziende sanitarie”.

Manovra: Zingaretti, aumento debito porta tagli spesa pubblica

A rischio servizi, cultura, sanità e sociale

ROMA – “Vedo affacciarsi da esponenti del Governo frasi che, in forma edulcorata e un po’ misteriosa, alla fine puntano a questo: se non ci saranno soldi rivedremo la spesa. Questo significa che si preparano a fare tagli alla spesa pubblica, alla spesa per la cultura, a quella sociale, a quella per la sanità”. Così il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, intervenendo alla prima convention del management della sanità, organizzata dalla Federazione delle Aziende Sanitarie e Ospedaliere Italiane (Fiaso).

“Un danno immenso – ha detto – è stato fatto da questo Governo che, con errori palesi, ha esposto il debito pubblico a un aumento, e quindi a miliardi di euro bruciati senza motivo, che io mi auguro non ricadano sulle spalle di cittadini sotto forma di tagli ai servizi”.
“Si è detto – ha concluso Zingaretti – di voler lavorare per la giustizia ma in realtà si sta creando ingiustizia sociale”.

 

 

7 novembre 2018. 19:23 ANSACOM

Lorefice (M5S), Governo lavora per rilancio sanità pubblica

Aziende sanitarie fondamentali per funzionamento Ssn

ROMA – “Il Governo sta lavorando per rilanciare la sanità pubblica e da questo punto di vista le aziende sanitarie sono un elemento di fondamentale importanza per il funzionamento del Servizio Sanitario Nazionale”. È quanto affermato da Marialucia Lorefice (M5s), presidente della Commissione Affari sociali della Camera, intervenuta all’apertura della convention della Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere (Fiaso).

La sostenibilità del sistema sanitario, ha aggiunto Lorefice, “va garantita con investimenti e per investimenti si intendono non solo risorse ma anche prevenzione e tutela dell’ambiente. Ma importantissimo strumento è anche la lotta agli sprechi e alle inefficienze, da cui si recuperano risorse da reinvestire”.

A tal proposito, ha concluso, i manager sanitari hanno un ruolo fondamentale, “perché devono garantire l’accesso alle cure, mettere il personale in condizioni di lavorare bene e contribuire fare quadrare i conti delle aziende”.

 

 

7 novembre 2018   20:56 ANSACOM

Contro carenza medici spazio a neolaureati, proposta Fiaso

Di qui a 5 anni, mancheranno almeno 12.000 camici bianchi

ROMA – Assumere i neo laureati in medicina per sopperire alla carenza dei medici, di cui ne mancheranno, di qui a 5 anni, almeno 12.000. Questa una delle proposte contenute nel decalogo per il rilancio del nostro sistema sanitario nazionale che verranno presentate nel corso della Convention della Federazione di ASL e ospedali (Fiaso) che si è aperto oggi a Roma. I neo laureati, si apprende, si occuperebbero di casi meno complessi con il tutoraggio di medici esperti.
Per far fronte alla sfida dello sviluppo del capitale umano occorrono risposte tempestive alle emergenza medici. Da qui a 5 anni, calcola Fiaso, ne mancheranno circa 12.000 anche qualora si tornasse ad assumere, perché dalle scuole di specializzazione escono meno professionisti di quelli che di anno in anno si pensionano. Per questo, Fiaso propone di inserire fuori dai ranghi della dirigenza, i medici neolaureati da formare negli ospedali di più alta specialità, affidandoli al contempo a funzioni assistenziali meno complesse e sotto il tutoraggio di medici più esperti.