Botti, sistema ticket inadeguato, va rivisto. Aceti (Tdm), costi e liste attesa allontanano da sanità pubblica

“Urge rivedere il sistema delle compartecipazioni alla spesa sanitaria e quello delle esenzioni: abbiamo un sistema vecchio di 20 anni, completamente non adatto ai nuovi bisogni ed esigenze della popolazione”. A dirlo è Renato Botti, direttore generale Salute e Integrazione Sociosanitaria della Regione Lazio, intervenendo alla tavola rotonda ‘Qualità, accesso alle cure e diritti dei cittadini’, nel corso della Convention del Management della sanità organizzata dalla FIASO. “Abbiamo un ticket fisso su specialistica che non tiene in conto del valore della prestazione. E l’unica prestazione che non paga il ticket – ha chiarito nel suo intervento Botti, già capo della Direzione generale della Programmazione sanitaria del Ministero della Salute – è il ricovero in ospedale, mentre parliamo da anni della necessità di deospedalizzare la gestione dei malati. Questo meccanismo genera il continuo aumento del ricorso al privato calmierato”. Una necessità di revisione della compartecipazione alla spesa per cui da tempo si batte anche il Tribunale per i Diritti del Malato – Cittadinanzattiva. “L’accessibilità ai servizi – ha spiegato il coordinatore nazionale Tonino Aceti – è la prima lamentela che i cittadini ci rivolgono ed è compromessa dal mix di lunghe liste d’attesa e alti costi delle prestazioni. Costi dovuti ai ticket che in alcune prestazioni hanno raggiunto prezzi maggiori che nel privato”.