Le proposte di FIASO

Ripa di Meana: Piano straordinario di investimenti e staffetta generazionale per il rilancio del SSN

Convention FIASO, presentato il decalogo per il rilancio del Ssn. Proposto un Fondo straordinario per l’innovazione finanziato con gli stanziamenti comunitari per i progetti innovativi 

Garantire con nuove assunzioni una staffetta generazionale per la sanità, dove l’età media dei professionisti supera oramai i 50 anni. Un fondo straordinario per l’innovazione da 5 miliardi l’anno, da finanziare extra Fondo sanitario con gli stanziamenti comunitari destinati a progetti innovativi. Gestione centralizzata dei big data sanitari da valorizzare e proteggere in quanto patrimonio dei cittadini, particolarmente ambito dalle grandi multinazionali. Sono alcune delle proposte contenute nel decalogo per il rilancio del nostro Ssn, presentato dal Presidente della FIASO, Francesco Ripa di Meana, nel corso della 1^ Convention del Management sanitario, che si è chiusa il 9 novembre a Roma. Veri e propri Stati generali della sanità per l’innovazione, che in tre giorni hanno visto a confronto 3.000 partecipanti, 275 relatori che si sono alternati in 50 eventi, 120 esperienze gestionali, 50 partner, 50 espositori.

“Dieci sfide da cogliere per essere al passo con i tempi dell’innovazione”, ha rimarcato Ripa di Meana illustrando le proposte al termine della tre giorni.

1)La sfida dello sviluppo del capitale umano. E’ prioritario investire in una risorsa essenziale del nostro Ssn, il capitale umano. E occorre farlo con assunzioni che facciano da spinta alle nuove competenze, sempre più rilevanti per la gestione del paziente, delle infrastrutture, per la gestione dei processi e la valorizzazione delle tecnologie”. Un piano che deve riguardare tutte le professioni sanitarie e dare risposte tempestive, in particolare, all’emergenza medici. Da qui a cinque anni, calcola FIASO, ne mancheranno circa 12mila, anche se si tornasse ad assumere, perché dalle scuole di specializzazione escono ogni anno meno professionisti di quelli che che vanno in pensione. Per questo, “a fronte di una stagione di nuove assunzioni”, FIASO propone di inserire, fuori dai ranghi della dirigenza, medici neolaureati da formare negli ospedali di più alta specialità, affidando loro funzioni assistenziali meno complesse, con il tutoraggio di medici più esperti. Proposti anche un grande cantiere nazionale per la formazione di top e middle management della sanitàe la stabilizzazione del personale di ricerca.

2)La sfida dell’innovazione e degli investimenti. “La sanità è il settore a più alto tasso di innovazione e la capacità di incorporare le nuove tecnologie è proporzionale alla sfida per la sopravvivenza del Ssn”. Per questa ragione si propone di mettere in rete le diverse esperienze aziendali con Agenzie locali di accreditamento e valutazione delle pratiche innovative. In questi anni di stretta finanziaria le Aziende sanitarie hanno supplito alla carenza di finanziamenti in conto capitale attingendo ai propri bilanci, ai quali si deve l’80% dell’investimento sul digitale. “Dobbiamo tenere il passo dell’innovazione, che è velocissimo, ma per farlo – sostiene Ripa di Meana – servono una visione unitaria e un piano straordinario di investimenti. Occorre dar vita a un Nuovo Fondo nazionale per l’Innovazione, da 5 miliardi l’anno per 10 anni, convogliando su di esso gli stanziamenti europei destinati ai progetti di innovazione”.

3)La sfida della governanceper la promozione di Holding regionali. I nuovi modelli di governance regionale vanno verso la centralizzazione e in direzione di relazioni orizzontali tra le aziende sanitarie, che richiedono la costituzione di vere e proprie Holdingregionali. “Una sfida che dovrebbe includere anche la gestione sovraziendale dei dati, patrimonio unico del nostro Ssn, molto ambito dai big mondiali nella corsa verso l’intelligenza artificiale, che va valorizzato e protetto perché di proprietà dei cittadini”.

4)La sfida della governance aziendale. La divaricazione tra aziende sempre più grandi e personalizzazione delle cure può diventare una spinta alla responsabilità e all’innovazione investendo nel middle management, sia per supportare al livello più articolato i processi di decisione che per creare nuovi percorsi e luoghi di cura.

5)La sfida demografica e delle nuove fragilità. I consumi dei cittadini più fragili tendono a trasformare bisogni di natura sociale in domanda sanitaria. Per questo le Aziende sanitarie devono diventare luogo di interazione di Sistemi socio-sanitari locali.

6)La sfida delle cronicità. Di fronte a nuove e vecchie cronicità le aziende devono abbracciare l’approccio centrato sul paziente, offrendo percorsi diagnostico terapeutico assistenziali (PDTA), che lo accompagnino nelle cure evitando dispersioni e duplicazioni di prestazioni. Da incentivare anche la figura del casemanager, il professionista (di solito infermiere) che provvede al coordinamento e all’assegnazione dei servizi socio-assistenziali, se neceessari.

7)La sfida alla promozione della salute. Con un Piano nazionale di prevenzione vanno incentivati vaccinazioni, screening e promozione di corretti stili di vita. Ma occorre anche opporsi all’esplosione di test predittivi, genetici o meno, che per la loro pericolositàe per l’induzione possibile a consumi sanitari impropri possono far male alla tenuta del sistema e alle persone.

8)La sfida dell’equità nell’accesso alle cure. Promuovere l’analisi dei dati sulle differenze di salute nel nostro Paese per individuare le leve attraverso le quali rimuovere le disparità.

9)La sfida della sicurezza e della lotta alla corruzione. “L’attenzione legittima e necessaria per questi temi non può giustificare l’affastellarsi di norme che generano un appesantimento burocratico per medici e professionisti a discapito della loro relazione con il paziente. E’ necessaria una armonizzazione di norme e controlli per non fare della lotta alla corruzione un mero adempimento burocratico”.

10)La sfida della crescita. E’ la sfida per il nostro futuro – ha concluso Ripa di Meanainvestire nella crescita del comparto salute come volano per la crescita del Paese”. E la Convention ha dato il suo contributo in questo senso, mettendo a confronto le Aziende pubbliche con soggetti privati e imprese fornitrici di prodotti e servizi.